Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030: Obbiettivo 2

Secondo le statistiche circa 795 milioni di persone nel mondo soffrono di denutrizione.

La maggior parte di queste persone sono donne e bambini che vivono nei Paesi in via di sviluppo, dove il 12,9 % della popolazione è denutrita. La malnutrizione è la causa di quasi metà delle morti nei bambini sotto ai cinque anni (3,1 milioni di bambini all’anno). Un bambino su quattro nel mondo soffre di ritardo nella crescita, nei paesi in via di sviluppo invece la proporzione può aumentare a uno su tre.

È giunta l'ora di riprendere in considerazione il modo in cui coltiviamo, distribuiamo e consumiamo il cibo e di cambiarlo. Se gestite nel modo giusto, agricoltura, silvicoltura e pesca possono offrire una sufficiente quantità di cibo per tutti e generare adeguati redditi sostenendo uno sviluppo rurale incentrato sulle persone e proteggendo l’ambiente al tempo stesso.

Attualmente i nostri fiumi, i nostri oceani, le nostre foreste, la nostra terra e la nostra biodiversità si stanno degradando con una rapidità disarmante e spaventosa, e presto le risorse dalle quali dipendiamo si esauriranno irrimediabilmente.


Non abbiamo una seconda possibilità

È importante capire che non abbiamo un pianeta B, non abbiamo una seconda possibilità, perciò è necessario un immediato e radicale cambiamento nel sistema mondiale agricolo e alimentare per riuscire a nutrire 795 milioni di persone nel mondo che oggi soffrono la fame e gli altri 2 miliardi che abiteranno il nostro pianeta nel 2050.

 Il settore alimentare e il settore agricolo offrono soluzioni fondamentali per lo sviluppo, e sono di vitale importanza per sradicare la fame e la povertà nel mondo. Il settore agricolo è quello che impiega il maggior numero di persone al mondo e fornisce mezzi di sostentamento per il 40 % della popolazione mondiale. Esso costituisce la principale fonte di reddito e di lavoro per le famiglie rurali più povere e vulnerabili.

Un utilizzo migliore della biodiversità agricola favorirebbe un'alimentazione più nutriente, mezzi più efficienti per il sostentamento delle comunità agricole e sistemi agricoli con una maggiore resilienza e sostenibilità. Il numero di persone che soffre di fame nel mondo potrebbe ridursi fino a 150 milioni se le donne attive in agricoltura avessero pari accesso alle risorse rispetto agli uomini.


La scarsità energetica

Un altro dei principali ostacoli all’obiettivo di ridurre la fame nel mondo e assicurare una produzione di cibo sufficiente per soddisfare la domanda futura, è la scarsità energetica.

1,4 miliardi di persone non hanno accesso all’elettricità, la maggior parte delle quali vive in aree rurali di Paesi in via di sviluppo.

 Il secondo obiettivo dell'Agenda per lo sviluppo sostenibile ha come scopo quello di sradicare la fame e tutte le forme di malnutrizione ovunque nel mondo entro il 2030.

Tenendo in considerazione l’elevato aumento della richiesta di alimenti a livello mondiale, si stima che la loro produzione dovrà necessariamente essere aumentata del doppio entro il 2050.



I piccoli agricoltori tengono la sopravvivenza dei poveri

Si stima che circa il 70 per cento delle persone denutrite deve la propria sopravvivenza esclusivamente ai piccoli agricoltori, sono infatti proprio questi ultimi ad essere più a rischio di denutrizione. Il secondo punto dell'agenda però non ha come unico obiettivo quello di eliminare la fame ovunque nel mondo, ma include anche un sotto obiettivo che ha come scopo quello di sradicare la malnutrizione in ogni sua forma. La qualità e la quantità degli alimenti sono infatti equamente importanti. L’obiettivo numero 2 tiene in considerazione anche gli aspetti economici e la salvaguardia dell’ambiente, comprendendo ed esempio il raddoppiamento della produttività agricola e del reddito dei piccoli agricoltori entro il 2030 e istruzioni che assicurino un’agricoltura sostenibile.


I sotto obbiettivi dell’Obbiettivo 2

Obiettivo 2: Sradicare la fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile

  • 2.1: Entro il 2030, sradicare la fame e assicurare a tutte le persone, soprattutto a quelle più vulnerabili e povere un accesso sicuro a cibo nutriente e sufficiente per tutto l'anno.

  • 2.2: Entro il 2030, mettere fine ad ogni forma di malnutrizione, raggiungere i traguardi concordati a livello internazionale contro l’arresto della crescita e il deperimento nei bambini sotto i 5 anni di età e infine soddisfare le esigenze nutrizionali di ragazze adolescenti, persone anziane e donne in gravidanza e/o allattamento entro il 2025.

  • 2.3: Entro il 2030, raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori di cibo su piccola scala, in particolare di donne, popoli indigeni, famiglie di agricoltori, pastori e pescatori, anche attraverso un accesso stabile e corretto a terreni, altre risorse e input produttivi, conoscenze, servizi finanziari, mercati e opportunità per valore aggiunto e occupazioni non agricole.

  • 2.4: Entro il 2030, assicurare sistemi di produzione alimentare sostenibili e attuare pratiche agricole resilienti che incrementino la produttività e la produzione, aiutino a proteggere gli ecosistemi e aumentino la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, a condizioni meteorologiche estreme, siccità, inondazioni e altri disastri e che migliorino progressivamente la qualità del terreno.

  • 2.5: Entro il 2020, mantenere la diversità genetica delle sementi, delle piante coltivate, degli animali da allevamento e domestici e delle specie selvatiche affini, anche attraverso banche di semi e piante diversificate e opportunamente gestite a livello nazionale, regionale e internazionale; promuovere l'accesso e la corretta ed opportuna ripartizione dei benefici derivanti dall'utilizzo delle risorse genetiche e della conoscenza tradizionale associata, come concordato a livello internazionale.

  • 2.a: Incrementare gli investimenti attraverso il miglioramento della cooperazione internazionale, in infrastrutture rurali, ricerca agricola e formazione, sviluppo tecnologico e le banche di geni vegetali e animali, al fine di migliorare la capacità produttiva agricola nei paesi in via di sviluppo, soprattutto quelli meno sviluppati.

  • 2.b: Prevenire e correggere restrizioni commerciali e distorsioni nei mercati agricoli mondiali attraverso l'eliminazione parallela di tutte le forme di sovvenzioni alle esportazioni agricole e di tutte le misure di esportazione con effetto equivalente, conformemente al mandato del Doha Development Round.

  • 2.c: Attuare misure che garantiscano l’appropriato funzionamento dei mercati delle materie prime alimentari e loro derivati e facilitare un rapido accesso alle informazioni di mercato, incluse le riserve di cibo, con l'obiettivo di limitare l’instabilità estrema dei prezzi dei beni alimentari.



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