Pianta dello Zaffferano.. Conosciamola meglio
Si presenta come un bulbo che ha avuto origine in Grecia, secondo alcuni studiosi nell'area compresa tra Creta e il Medio Oriente.
Dopo la piantagione, in fase di fioritura, abbiamo un bellissimo fiore composto da 6 petali viola, 3 antere gialle e i 3 preziosissimi pistilli rossi che attraverso la mondatura e l'essiccatura produrrano la spezia dello zafferano.
Si tratta di una specie molto rustica che cresce abbastanza bene ovunque perchè può sopportare temperature che vanno dai -15 ai +40 gradi; la si può coltivare anche in zone con altitudine fino a 1.200 mt.
La messa a dimora dei bulbi viene fatta tra agosto e settembre, mentre la fioritura è da metà ottobre a metà novembre.
Cosa rende prezioso lo zafferano?
Ciò che rende così preziosa questa spezia sono 2 fattori:
il primo di carattere quantitativo: per produrre 1 grammo di zafferano occorrono circa 150 fiori;
il secondo è la manodopera: è impiegata non solo per la preparazione dei filari ma anche per la raccolta e pulitura dei fiori singolarmente da eseguire di primo mattino, prima che i fiori si aprano così da mantenere una qualità dei pistilli eccellente.
CURIOSITÀ SULLO ZAFFERANO... ORIGINE, STORIA E LEGGENDE
Troviamo citazioni dello zafferano dalle Sacre Scritture a Virgilio, in raffigurazioni pittoriche di Knosso, alla citazione nel papiro egizio di Ebers (1500a.c.). Troviamo le prime rappresentazioni grafiche nel 1400 a.c. a Creta.
Come sempre accade nel mondo classico la mitologia costruisce le sue storie anche per lo zafferano, e le storie mitologiche sono 2:
Croco, compagno di gare di Mercurio, è ferito a morte da un disco scagliato male. Dalla terra bagnata dal suo sangue nasce la pianta gialla e rossa.
La Ninfa Smila si innamora di Croco e, per punizione, Diana lo trasforma in pianta di zafferano.
Facendo un balzo in avanti nel tempo troviamo un'altra storia interessante riguardante questa spezia: Ruggero il Normanno nel 1090 d.c. preoccupato per la salute psichica della consorte, afflitta da una grave depressione, ma altrettanto ghiotta di formaggi, pregò i casari di preparare un formaggio con doti taumaturgiche e nacque l'idea di inserire lo zafferano nel formaggio per le sue qualità stimolanti ed energizzanti.
Tra le varie storie troviamo anche Piacenza, parlando del Piacentino Ennese formaggio tipico di Enna, alcuni sostengono che questo formaggio affonda le sue origini proprio a Piacenza.
NON TUTTO È ZAFFERANO...
Oggi sul mercato i tentativi di sofisticazione sono innumerevoli, e tra i più comuni ricordiamo l'aggiunta di polvere di fiori di Cartamo, di Curcuma, di Calendula ecc.... Non solo, ma è sempre più frequente l'utilizzo di sostanze chimiche coloranti con prodotti sintetici a base di tartrazina (E102) colorante di largo impiego nell'industria alimentare. Per questo consigliamo di acquistare lo zafferano sempre in pistilli e possibilmente da un produttore locale che abbia la certificazione ISO3632.
Il 90% della produzione mondiale di Zafferano viene dall'Iran e il restante 10% è suddiviso fra Grecia, Marocco, Spagna, India e Italia.
È importante però sottolineare che lo zafferano migliore al mondo è quello italiano, prodotto nell'altopiano di Navelli vicino l'Aquila definito " Oro rosso di Navelli".
Comunque in italia dall'Appenino tosco-emiliano alla Sardegna fino appunto a Navelli possiamo vantare uno zafferano di altissima qualità rispetto alle grandi produzioni straniere.
Zafferaneto sulle colline di Ponte dell'Olio (Val Nure) in provincia di Piacenza, dell'azienda GialloPontolliese
